Paura di sbagliare e incapacità di rilassarsi: come la sindrome dello “studente eccellente” sta rovinando la vostra vita

Foto: da fonti aperte

Le persone più felici non sono quelle che fanno tutto alla perfezione, ma quelle che riescono a godersi il processo e a perdonarsi le imperfezioni

La sindrome dello studente eccellente non ha nulla a che vedere con i voti alti nel certificato. È un atteggiamento psicologico profondo: si può essere amati solo per i propri risultati. In età adulta, questa abitudine infantile diventa un’ancora: si ha paura di commettere anche un solo errore e per questo non si va avanti.

RBC-Ucraina spiega come riconoscere questa sindrome in se stessi, perché distrugge carriere e relazioni e come permettersi finalmente di essere “solo normali”.

Cos’è la sindrome dello studente eccellente

Si tratta di uno stato psicologico in cui l’autostima di una persona dipende completamente dall’approvazione esterna. A differenza del perfezionismo sano, in cui si è motivati dal piacere del risultato, una persona “eccellente” è spinta dalla paura di deludere gli altri.

Le radici del problema di solito risalgono all’infanzia. I genitori lodano solo le “A” o i premi, ignorando lo sforzo o lo stato emotivo in caso di sconfitta. Di conseguenza, un adulto cessa di comprendere i propri desideri e si concentra solo sull’opinione degli altri.

Come riconoscere la sindrome in se stessi

La paura paralizzante di sbagliare è il primo segnale. Si preferisce non affrontare affatto un nuovo compito piuttosto che svolgerlo in modo imperfetto.

Vi viene proposto un progetto interessante, ma sapete di non avere tutte le competenze necessarie? Rifiutate perché avete paura di “mettervi in imbarazzo”.

Il secondo segnale è il bisogno costante di lodi. Se il vostro supervisore non elogia il vostro lavoro, vi sentite inutili, anche se il compito è ben fatto.

Avete provato per tre giorni e non vi ha nemmeno detto “ben fatto”? Allora hai fatto un pessimo lavoro. Allora sei un cattivo lavoratore.

Il terzo è l’incapacità di rilassarsi. Il relax viene percepito come una perdita di tempo o come qualcosa che deve essere prima “guadagnato” con l’iperproduttività.

Non si può semplicemente sedersi e guardare un film: prima bisogna fare le cose alla perfezione. E quando le cose da fare sono finite, ne spuntano di nuove. Il risultato è che non ci si riposa mai.

Reazione dolorosa alle critiche– un altro indicatore. Qualsiasi osservazione viene percepita come un insulto personale o come una prova di totale inadeguatezza.

Il manager dice “questa sezione ha bisogno di un piccolo restyling” e voi sentite “sei un perdente totale, dovresti licenziarti”.

Come sta distruggendo le carriere

Nel lavoro, queste persone soffrono spesso di procrastinazione. Il paradosso è che si rimandano le cose non per pigrizia, ma per paura di non farle abbastanza bene.

Il compito deve essere svolto alla perfezione, quindi il cervello ritarda l’inizio fino all’ultimo minuto a causa dell’immensa pressione. Si inizia all’ultimo minuto e si lavora di notte. Questo porta a uno stress cronico e a un rapido esaurimento emotivo.

Le “persone eccellenti” raramente diventano leader creativi, perché hanno troppa paura di rischiare e di allontanarsi dalle regole collaudate. L’innovazione nasce dagli errori, ma non ci si può permettere di sbagliare.

Un altro problema è l’incapacità di delegare. Non ci si può fidare che gli altri facciano il lavoro perché “lo faranno male”. Il risultato è che ci si accolla tutto da soli, ci si esaurisce e non si riesce a portare a termine il lavoro.

Cosa succede nelle relazioni personali

Nelle relazioni, la sindrome impedisce di essere sinceri. La persona cerca di essere il “partner perfetto”, nascondendo le proprie debolezze, la stanchezza o l’irritazione.

Il partner non vede la persona reale: si è innamorato di una “immagine perfetta”, non di una persona viva. E con un’immagine perfetta è impossibile costruire una vera intimità emotiva.

Come liberarsi della sindrome dello studente eccellente

Accettare il diritto di sbagliare

Iniziate con poco: permettetevi di sbagliare su cose non importanti. Una relazione scritta in modo imperfetto o dei piatti non lavati in tempo non sono un disastro, fanno parte della vita reale.

Valutare lo sforzo, non il risultato

Lodatevi per aver provato qualcosa di nuovo, indipendentemente dal fatto che l’esperienza sia stata vincente.

Separatevi dai vostri risultati

Il vostro valore personale non viene sminuito dal fatto che un progetto non sia andato a buon fine. Voi non siete il vostro lavoro.

Imparate a dire no

Le persone “eccellenti” spesso diventano vittime comode per la manipolazione, perché non riescono a dire di no per non apparire “cattive”. Stabilire dei limiti è un passo verso la salute psicologica.

Gli psicologi sostengono che per uscire da questo stato bisogna rendersi conto che il mondo non crollerà se si diventa un “buon studente” o addirittura una “C” in alcune aree.

Le persone più felici non sono quelle che fanno tutto alla perfezione, ma quelle che riescono a godersi il processo e a perdonarsi le imperfezioni.

Share to friends
Rating
( No ratings yet )
Consigli utili e life hacks per ogni giorno