Scoperta una difesa contro l’ipertensione nel corpo delle donne

È emerso che la sua capacità di rilassare e dilatare i vasi sanguigni gioca un ruolo fondamentale. Lo studio è stato condotto da specialisti dell’Università di Waterloo. Il lavoro è stato pubblicato sulla rivista Mathematical Biosciences (MB).

L’ipertensione arteriosa, o ipertensione, colpisce più di un miliardo di persone in tutto il mondo ed è una delle principali cause di malattie cardiovascolari e ictus. È noto da tempo che le donne in pre-menopausa hanno meno probabilità di sviluppare l’ipertensione rispetto agli uomini o alle donne in post-menopausa. Gli scienziati hanno attribuito questo effetto all’azione degli estrogeni, ma il meccanismo del loro effetto protettivo è rimasto a lungo poco chiaro.

Per capirlo, i ricercatori hanno utilizzato un modello matematico che descrive il lavoro del sistema cardiovascolare e dei reni.

Questo modello permette di “accendere” separatamente diversi effetti biologici e di osservare come ciascuno di essi influisca sulla pressione sanguigna.

Secondo Anita Leighton, professoressa di matematica applicata, che ha guidato il lavoro, gli estrogeni influenzano molti processi dell’organismo, dal modo in cui reagiscono i vasi sanguigni al modo in cui i reni regolano i livelli di liquidi. Tuttavia, la modellizzazione ha dimostrato che il fattore più importante è la capacità dell’ormone di provocare la vasodilatazione, ossia la dilatazione dei vasi sanguigni.

“Gli estrogeni sono spesso considerati solo nel contesto della salute riproduttiva, ma in realtà svolgono un ruolo molto più ampio nel funzionamento del corpo. Influenza il modo in cui i vasi sanguigni rispondono, il modo in cui i reni regolano i liquidi e il modo in cui i diversi sistemi corporei interagiscono”, ha spiegato Leighton.

La dilatazione dei vasi sanguigni facilita il flusso sanguigno e aiuta a mantenere una pressione sanguigna normale. È questo effetto che il modello ha dimostrato essere cruciale nel proteggere le donne dall’ipertensione prima della menopausa.

Il modello sviluppato dai ricercatori si basa su dati di laboratorio e consente di riprodurre i processi che si verificano nell’organismo con grande precisione. Offre agli scienziati l’opportunità di testare diversi scenari, cosa impossibile da fare negli esperimenti che coinvolgono gli esseri umani.

Inoltre, la modellazione ha permesso di confrontare l’efficacia di diversi farmaci per il trattamento dell’ipertensione. I risultati hanno mostrato che i bloccanti dei recettori dell’angiotensina – farmaci che impediscono la vasocostrizione – possono essere più efficaci per le donne. Secondo i calcoli degli scienziati, potrebbero funzionare meglio degli inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina, anche dopo la menopausa, quando il livello di estrogeni diminuisce.

Gli scienziati sperano che tali modelli aiutino a sviluppare approcci più accurati e personalizzati al trattamento delle malattie cardiovascolari.

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